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La conoscenza della lingua italiana primo strumento per l’integrazione

«La lingua abbatte qualsiasi barriera e pregiudizio ma soprattutto rappresenta un ponte verso una vera e propria integrazione».

La conoscenza della lingua come primo e fondamentale strumento di integrazione. È quanto emerso questa mattina nel corso del convegno organizzato da Anolf e Cisl Meessina che si è tenuto presso l’Aula Magna del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Messina.

Una iniziativa che ha voluto accendere i riflettori sul ruolo della mediazione linguistica e culturale nei processi di inclusione sociale, ponendo al centro il valore della lingua italiana come ponte tra comunità diverse. 

Un tema toccato in apertura da Enzo Cambria di Anolf Messina che ha sottolineato come il «senso della giornata è quello di rinnovare l’impegno e la sinergia per lavorare insieme, per fare formazione e favorire l’integrazione nella società e nel mercato del lavoro». 

Yohannes Gebrehiwot, presidente di Anolf Messina, ha ricordato come «ci siano oggi settimana 20/30 persone che si rivolgono alle nostre sedi per un aiuto per imparare l’italiano» e, infatti, i corsi attivati ormai da anni da Anolf sono frequentatissimi. 

Ha ricordato il percorso avviato con Anolf e Cisl, invece, l’assessora alle pari opportunità Liana Cannata «dalla festa dei popoli alle diverse iniziative, sino allo sportello pari opportunità». 

Daniela Bambara, docente del Cpia di Messina (Centro Provinciale Istruzione per Adulti e stranieri) ha sottolineato «l’importanza di percorsi di alfabetizzazione, non soltanto per i giovani ma anche per chi è avanti con gli anni. Ci sono tanti giovani stranieri che hanno un’alta specializzazione, parlano francese e inglese benissimo ma hanno bisogno di imparare l’italiano per la quotidianità, per il supermercato, per compilare un modulo, per un colloquio di lavoro». 

Particolarmente interessante l’intervento di Mamudou, Hanien e Laya. Ghanese il primo, iraniane le altre. Mamudou ha raccontato la sua esperienza e la sua voglia di impegnarsi e crescere nel lavoro. Mentre Hanien ha sottolineato come «imparare la lingua significa rispetto, è il primo passo che si può fare. Adesso, dopo cinque mesi che vivo qui, mi sento una straniera ma non più un’ospite. Ho scelto di rimanere e ho imparato l’italiano. Serve solo la volontà per farlo». Laya, invece, ha ricordato la grave situazione che tanti studenti iraniani stanno vivendo con la difficoltà di ricevere soldi dalla famiglia in patria e la mancanza di borse di studio: «Facciamo appello all’Università di Messina affinchè ci aiuti, noi vogliamo solo studiare, non possiamo farlo se dobbiamo lavorare full-time per mantenerci».

In collegamento il professore Fabio Rossi, docente di Linguistica italiana, Comunicazione e Giornalismo dell’Università degli Studi di Messina. «Senza la conoscenza della lingua italiana non può esserci alcun tipo di vita. Serve collaborazione e sinergia per creare un circolo virtuoso: ci sono tante associazioni che operano, manca la scuola. Bisogna investire per avere più corsi di italiano per stranieri nelle scuole e nelle università». 

«Come associazione Anolf – ha detto la presidente di Anolf Sicilia, Ruishu Chen – abbiamo promosso queste iniziative e progetti per aiutare i nuovi arrivati, i nuovi immigrati, anche quelli di seconda terza generazione, per aiutarli a inserirsi al meglio. Avere le basi della lingua italiana aiuta ad inserirsi meglio nel mondo della scuola, soprattutto, e per gli adulti a capire anche quali sono i diritti ed i doveri che hanno come lavoratore e come cittadino una volta arrivati in Italia»

«La prima barriera da abbattere per i ragazzi stranieri che arrivano nella nostra città è proprio quella della lingua – ha aggiunto il segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi -. Bisogna lavorare in sinergia in rete e noi, come Cisl, lo facciamo con la nostra associazione Anolf, grazie all’impegno dei volontari che tengono i corsi di italiano. La conoscenza dell’italiano diventa una chiave strategica per iniziare un percorso di integrazione che va alimentato anche con altri strumenti e un percorso che quotidianamente portiamo avanti nelle nostre sedi». 

«Questa iniziativa è un messaggio importante– ha concluso la presidente nazionale di Anolf Maria Ilenia Rocha – La lingua abbatte qualsiasi barriera e pregiudizio ma soprattutto rappresenta un ponte verso una vera e propria integrazione. Il messaggio è quello di lavorare sulla necessità di apprendere la lingua del paese perché attraverso la conoscenza della lingua si può avere anche protezione, perché c’è una comunicazione diretta, senza intermediari».